
Museo Ebraico di Roma 5 maggio – 29 giugno 2010
In occasione dei 95 anni di Elio Toaff il Museo Ebraico di Roma dedica al Rabbino Emerito di Roma, insieme alla Fondazione Elio Toaff per la Cultura Ebraica, una mostra che sarà inaugurata il 4 maggio 2010.
La mostra, curata da Daniela Di Castro e Caterina Napoleone, intende ripercorrere la vita del Rabbino Toaff nel quadro più ampio della storia d’Italia, che lo ha avuto come personaggio emblematico e poi protagonista per quasi un secolo. Maestro di vita e guida spirituale, Toaff è tuttora un faro per la sua comunità e una figura importante per il suo Paese.
Toaff è nato a Livorno il 30 aprile 1915. La comunità ebraica di Livorno ebbe origine per impulso dei Medici, che alla fine del Cinquecento attirarono i discendenti degli ebrei cacciati dai paesi iberici con la promessa di non richiuderli in un ghetto e di garantire loro benefici in campo commerciale. Queste condizioni di stabilità e i rapporti intensissimi con le altre comunità del Mediterraneo portarono a una vivace fioritura in campo culturale: dalla Livorno ebraica provengono fra gli altri i pittori Vittorio Corcos e Amedeo Modigliani; il matematico Federigo Enriques; il Rabbino Sabato Marais, che nel 1886 fondò a New York il Jewish Theological Seminary, e il Rabbino, filosofo e cabalista Elia Benamozegh.
Alfredo Sabato Toaff, padre di Elio, fu allievo di Benamozegh e di Giovanni Pascoli. Uomo di vasta e profonda cultura, grecista insigne, fu presidente della Consulta Rabbinica italiana, Rabbino Capo a Livorno e Direttore del Collegio Rabbinico, nel quale Elio Toaff fu l’ultimo a conseguire il diploma nel 1939, prima della chiusura per effetto delle leggi razziali. Nel 1936 il giovane Toaff si iscrisse anche all’Università di Pisa, dove nel 1939 si laureò in Giurisprudenza.
Coinvolto nel movimento sionista e tentato dall’emigrare nella Terra d’Israele, Toaff fu spinto dal padre a restare in Italia per essere d’aiuto ai suoi correligionari, e accettò di diventare Rabbino Capo di Ancona, dove rimase dal 1940 al 1946. Furono anni terribili, prima per gli effetti delle leggi razziali, poi per l’occupazione tedesca. Toaff, che nel 1941 aveva sposato Lia Luperini, all’arrivo dei nazisti chiuse la Comunità Ebraica e si rifugiò a Fabriano e poi in Toscana, dove entrò nella Resistenza rischiando più volte la vita.
Nel 1946 Toaff accettò di diventare Rabbino Capo a Venezia, dove istituì un Museo Ebraico e dove divenne attivo nell’organizzazione dell’emigrazione, illegale, nella Palestina mandataria. Insegnò Lingua e Letteratura Ebraica a Ca’ Foscari, e inviò a Gerusalemme il Tempio di Conegliano Veneto, che era in rovina.
Chiamato a Roma nel 1951, vi ha tenuto la cattedra di Rabbino Capo fino al 2001. Nel mezzo secolo del suo magistero ha risollevato la comunità ebraica dalle angustie delle discriminazioni razziali e della guerra, e ha dato decisivo impulso alla formazione dei nuovi rabbini e allo sviluppo di istituzioni che sono ancora oggi fondamentali per la vita ebraica a Roma: le scuole, i movimenti giovanili, le organizzazioni di assistenza, il museo.
Toaff ha guardato anche al mondo esterno alla comunità ebraica, mostrando una spiccata capacità di comprensione dei mutamenti politici e culturali, spesso repentini, della società contemporanea, senza però mai dimenticare le proprie origini e la propria identità. Con lui la Roma ebraica è divenuta interlocutrice rispettata delle Istituzioni italiane, locali e nazionali. Continui sono stati i contatti con lo Stato d’Israele, fondato nel 1948: il Tempio Maggiore ha accolto tra i suoi visitatori Abba Eban, Golda Meir e Moshè Dayan. Ma è sul fronte del dialogo tra le religioni che la sua figura acquista la maggiore notorietà, con una attività che inizia già a Venezia e culmina con la storica visita di Giovanni Paolo II alla Sinagoga di Roma nel 1986. L’anno dopo è apparsa la sua autobiografia Perfidi giudei, fratelli maggiori.
Con grande dispiacere è stato accolto dai fedeli, l’8 ottobre 2001, l’annunzio delle sue dimissioni all’età di 86 anni dalla carica di Rabbino Capo di Roma. Nel 2005 il nome di Elio Toaff è stato proposto per ricoprire un seggio di senatore a vita.
Nella mostra che percorre le tappe della sua esperienza, e per certi aspetti anche della storia d’Italia, sono presentati documenti, foto d’epoca, testimonianze e un filmato realizzato da Emanuele Ascarelli e Milko Duiella con la raccolta di materiali delle cinteteche RAI.
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